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RATING: 4/5

Nearly 5 stars, what a ride!

An Ember in the Ashes is one of those books you immediately get recommended as soon as you join the bookish community. It’s one of those titles that you always find in videos/posts/lists approximately hyped Fantasy books. I’ve been part of the community for 3 years now, and I’ve learned that most of the time I don’t agree with the community’s opinions. I’m the black sheep who’s always bashing books that other people love. That’s why I didn’t pick up this book before: I was afraid it would end up being another disappointment.

But thankfully this wasn’t the case!

An Ember in the Ashes made me feel involved from the first pages, and I devoured it in a few days.

Provided I really think about it, the plot isn’t that original and unique, but for some reason, it felt like it. The strength of this book is definitely the characters, and even though I usually prefer one POV only, I loved witnessing the story from both Laia and Elias’ POVs. Provided I had to select I’d choose Elias because his POV was a bit more interesting to me, but in the end, I loved them both. One object I really appreciated was the three-dimensionality of the secondary characters: Izzi, Cook, Keenan, the Commandant, and Helene. They were all amazing characters, and I want to know more about them all! I loved witnessing the growing friendship between Izzi and Laia, I loved seeing Cook warming up to Laia despite her initial disinterest, I loved trying to understand what was going on in Keenan’s intellect, and I loved the brutality of the Commandant (even though I would gladly see her dead).

The world-building is probably what I liked less because it wasn’t explored, and also because there was nothing original approximately it except the Academy. Speaking of Blackcliff, I really enjoyed the concept of such a brutal Academy, even though I was horrified when I read what those children have to go through.

Laia’s involvement with the rebels was probably my least favorite aspect of the story, and that’s why in the end Elias’ POV was a bit more intriguing than hers. But Laia was also a brilliant main character, and I really appreciated how realistic she felt: she starts out as a normal girl, with no particular powers, no special abilities, and with a deep fear that doesn’t make her brave at all, but she manages to find strength in her love for her brother, even though she’s scared 24/7. She loves deeply and she’s willing to do everything for the people she cares approximately. Talking approximately realism, I also loved how in the end we discovered that the Commandant was well aware of Laia’s involvement with the rebels. It wouldn’t have been realistic whether such a powerful woman ended up being deceived by a normal girl.

Another aspect I didn’t really appreciate was the mirror effect between Elias and Laia: Elias is friends with Helene since he was little, but for some reason he starts to feel attracted to her only when they’ve nearly finished their academic careers. At the same time, he immediately feels connected and attracted to Laia. Laia gets to know Keenan and starts to fall for him, but she feels attraction toward Elias as well. I don’t know, their situations were too similar and it felt a bit forced.

The final few chapters were amazing, and the ending was just perfect!

To wrap up my thoughts, An Ember in the Ashes deserves all the hype it gets, and I can’t wait to go on with the series!


ITALIANO

Finalmente anche io ho letto An Ember in the Ashes (Il dominio del fuoco in italiano)!

Sto parlando di uno di quei libri che ti viene consigliato appena metti piede all’interno della community bookish, uno di quelli che trovi sempre nei video/post/liste di libri Fantasy consigliati. Insomma, dietro questo titolo c’è un hype pazzesco, e forse è proprio per questo che non ho avuto il “coraggio”di leggerlo fino ad ora. Ormai sono tre anni che faccio parte della community e ho imparato che, spesso e volentieri, i libri popolari che piacciono al 99% dei lettori non fanno proprio per me. Mi considero la pecora nera della community, e sinceramente avevo paura che An Ember in the Ashes si sarebbe rivelato l’ennesimo flop.

Fortunatamente non è stato così!

Questo libro mi ha rapita sin dalle prime pagine, portandomi a divorarlo nel giro di tre giorni.

A pensarci bene la trama non è così originale, eppure mentre lo leggevo avevo la sensazione che lo fosse. La forza di questo libro risiede sicuramente nei suoi personaggi, e anche se normalmente prediligo libri narrati da un unico POV, in questo caso ho amato vivere la storia sia tramite gli occhi di Laia che di quelli di Elias. Tra i due, quest’ultimo è forse quello che mi ha interessata maggiormente, ma li ho adorati entrambi. Un aspetto che ho molto apprezzato dei personaggi è la loro tridimensionalità, in particolare per quanto riguarda i personaggi secondari, come la Comandante, Izzy, Cuoca, Keenan ed Helene. Sono tutti meravigliosi, e voglio sapere molto di più su ognuno di loro! Mi è piaciuto tantissimo veder nascere l’amicizia tra Izzy e Laia, vedere Cuoca affezionarsi a Laia contro la propria volontà, mi è piaciuto cercare di capire cosa si aggirasse nella testa di Keenan, e assistere alla fredda brutalità della Comandante. Helene è forse il personaggio più misterioso e sono sicura che ci sia ancora molto da scoprire su di lei.

Il world-building è forse l’aspetto più debole di questo libro, semplicemente perché non abbiamo modo di esplorarlo e perché non gode di alcuna caratteristica particolarmente originale, a parte la Blackcliff Academy. Il concetto dietro l’Accademia mi è piaciuto veramente tanto, anche se è stato terribile scoprire cosa dovessero sopportare quei poveri bambini per tutti quegli anni.

Il coinvolgimento di Laia con i ribelli è forse la parte che ho trovato più “noiosa” della storia, ed è per questo che il POV di Elias mi è risultato leggermente più interessante. Ma Laia è una protagonista meravigliosa e mi è piaciuto tantissimo il suo essere veramente realistica: all’inizio non è altro che un’adolescente senza particolari poteri o abilità, ma soprattutto senza una goccia di coraggio in corpo. E’ costantemente terrorizzata, eppure riesce a trovare la forza di andare avanti nell’amore che prova per il fratello, e questo amore sarà il motore dell’intera storia. Parlando di realismo, ho adorato come alla fine si scopra che la Comandante era perfettamente a conoscenza del coinvolgimento di Laia con i ribelli, perché sarebbe stato veramente ridicolo se una donna potente come lei si fosse fatta fregare da una ragazzina qualunque.

Un aspetto che invece non mi è piaciuto tantissimo è stato l’effetto “specchio” tra le vite di Elias e Laia: entrambi sviluppano dei sentimenti nei confronti di una terza persona nel corso della storia – Elias infatti inizia a provare una strana attrazione nei confronti della propria migliore amica, e si domanda se sia il caso di portare quell’amicizia a uno step successivo; Laia invece conosce Keenan piano piano e inizia a invaghirsene. Non ci sarebbe nulla di male in questo, se non fosse che poi i due si incontrano e si sentono immediatamente attratti l’uno dall’altra. E anche qui nulla di strano, solo che poi entrambi continuano a provare contemporaneamente attrazione sia per l’altro che per le terze persone, dando vita a situazioni talmente simili da sembrare un po’ forzate.

Gli ultimi capitoli del libro sono pazzeschi, così come il finale!

Insomma, An Ember in the Ashes è uno dei pochi libri che secondo me merita veramente tutto l’hype che gli sta dietro, e non vedo l’ora di proseguire con la lettura di questa tetralogia!

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