Acquistalo su Amazon

(In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei)

RATING: 3/5

I wanted to love this book, I really did. As soon as I saw that beautiful cover I added it to my TBR. When the author announced the preorder incentive I ran to preorder the ebook because I couldn’t miss the opportunity. I’m so thankful to Tyffany Hackett for being so kind and beneficiant.

Unfortunately, I did not love this book. But I think it was my fault.

No, I’m not saying it just to sound nice. People who know me know how honest and plain-spoken I am with my reviews: whether I don’t enjoy a book I say it. But this time is different. The problem wasn’t the book per se, it was the timing. My timing.

I started reading this book a few days after graduating, and I shouldn’t have done that because I was in a significant slump. I didn’t feel like reading most of the time but I kept forcing myself, and that’s the worst object you can do when reading a book. Whether you have to force it there are two options: that book isn’t for you, or the time for you to read it has yet to come. I should’ve dropped it, waited a few days, and then perhaps pick it up again, but I didn’t and that’s why I wasn’t able to really enjoy it.

Don’t get me wrong, I didn’t hate this book. I liked the world-building, I liked the characters, and I liked the plot (I did not know the original fairytale). But none of it really stood out to me. And while I’m sure I would’ve enjoyed this story a lot more if I had read it without being in a slump, I also think some matters could’ve been done better (beware of spoilers): first of all, the world-building was a bit confusing, and it was also too huge for such a short standalone (the paperback is 398 pages long). There were a couple of places that were mentioned just one or two times, making them unnecessary to the plot. I also didn’t totally enjoy how matters between Sabrena and Kiran developed: they were a cute couple, there’s no denying it, but I think their relationship should’ve developed more slowly. The first time they meet, Kiran is already cupping her chin and telling her how she’s perfect even without magic, and that was a little bit too soon for me. That kind of physical intimacy has to come later in the story for me to find it realistic and enjoyable, particularly when the love interest should be a brooding Fae with no interest in marrying Sabrena at all. Talking approximately Sabrena, she was a nice MC but sometimes she made me so mad: the worst object is that we never discover her full potential. Later in the story, we discover she’s actually a Siren, but this thing doesn’t get explored! She keeps telling herself and everyone she doesn’t know how to use her Siren powers, but she does absolutely nothing to try to learn! She even has a book with an entire chapter approximately Siren, and Kiran literally leaves her a note telling her to read that chapter, but she never does! To me, that was a vast letdown because I kept waiting for this object to become important, I kept waiting for her to finally embrace it, and it would’ve added so much more dimension to the story. The ultimate trials were also a bit of a letdown: they overcome them way too quickly, and particularly the Soul trial was so disappointing because Sabrena is told it will be the most difficult trial of them all, but in the end, she’s not even the slightest affected by it. Another thing that bothered me was Bleiz: he was such a nice character, and his betrayal at the end would’ve been such a good plot twist whether it weren’t for the fact that we don’t see him for 80% of the book. In the beginning, it seems like he will be a preeminent character, and I really wanted to witness Sabrena develop a bond with him and Damara, but that never really happens because Bleiz and Damara are always absent patrolling, so when we discover Bleiz had betrayed them all it doesn’t hit as deep as it should’ve. Last but not least, the way she manages to kill the Sorceress at the end was way too easy, considering she’s fighting against someone with godly powers! Amirah should’ve been able to defeat Sabrena with a mere thought, instead, she gets killed in something like five minutes because she forgets to check where the only sword with the power to kill her is.

There were also things I enjoyed of course: Kiran and Sabrena’s trauma bonding, their initial banter, the way she acted towards him when he was in dragon form, the Eventide Rose, Kiran in general as a character (even though sometimes he was too cinnamon-rolly even for me), witnessing Sabrena grow into a fierce woman.

To wrap up my thoughts, Daylight’s Curse is a book that didn’t stand out to me. I can see why so numerous people would enjoy it though, and I encourage everyone to give it a chance whether only to support an indie author that absolutely deserves to be supported.


ITALIANO

Volevo amare questo libro, davvero. Appena ho visto la bellissima copertina l’ho aggiunto alla mia TBR, e quando l’autrice ha annunciato che chiunque avesse fatto il preorder avrebbe ricevuto una fanart dei due protagonisti in regalo, sono corsa a preordinare l’ebook perché non potevo farmela sfuggire! Sono molto grata a Tyffany Hackett per essere stata così gentile e generosa.

Purtroppo non sono riuscita ad amare questo libro. Ma credo che la colpa sia mia.

No, non lo dico solo per sembrare gentile. Chi mi conosce sa quanto sono onesta e schietta nelle mie recensioni: se un libro non mi piace lo dico. Ma questa volta è diverso. Il problema non era il libro in sé, ma il tempismo. Il mio tempismo.

Ho iniziato a leggere questo libro pochi giorni dopo la laurea, e non avrei dovuto farlo perché stavo attraversando un grosso reading slump. Non avevo praticamente mai voglia di leggere, ma ho continuato a forzarmi, e questa è la cosa peggiore che si possa fare quando si legge un libro. Se devi forzarlo, le opzioni sono due: quel libro non fa per te, oppure non è ancora arrivato il momento di leggerlo. Avrei dovuto metterlo giù, aspettare qualche giorno e poi magari riprenderlo, ma non l’ho fatto ed è per questo che non sono riuscita a godermelo davvero.

Non fraintendetemi, non ho odiato questo libro. Mi è piaciuto il world-building, mi sono piaciuti i personaggi e mi è piaciuta la trama (non conoscevo la fiaba originale). Ma niente di tutto questo mi ha davvero colpito. Se da un lato sono sicura che avrei apprezzato molto di più questa storia se l’avessi letta senza essere in slump, dall’altro penso che alcune cose avrebbero potuto essere fatte meglio (attenzione agli spoiler): prima di tutto, il world-building era un po’ confuso, ed era anche troppo vasto per uno standalone così breve (il libro in flessibile è lungo 398 pagine). Un paio di luoghi vengono citati solo una o due volte, rendendoli superflui per la trama. Inoltre, non mi è piaciuto del tutto lo sviluppo della relazione tra Sabrena e Kiran: sono una coppia carina, questo non si può negare, ma credo che la loro relazione si sarebbe dovuta sviluppare più lentamente. La prima volta che si incontrano, Kiran le sta già toccando il mento e le sta dicendo che è perfetta anche senza poteri magici, e secondo me è successo tutto troppo presto. Questo tipo di intimità fisica deve arrivare più avanti nella storia perché io la trovi realistica e piacevole, soprattutto quando il love interest dovrebbe essere un Fae misterioso e per nulla interessato a sposare Sabrena. A proposito di Sabrena, è una protagonista piacevole ma a volte mi faceva ammattire: la cosa peggiore è che non scopriamo mai il suo pieno potenziale. Più avanti nella storia, scopriamo che in realtà è una sirena, ma questo suo lato non viene esplorato! Lei continua a dire a se stessa e a tutti gli altri che non sa come usare i suoi poteri di sirena, ma non fa assolutamente nulla per cercare di imparare! Ha persino un libro con un intero capitolo sulle Sirene, e Kiran le lascia letteralmente un biglietto in cui le cube di leggere quel capitolo, ma lei non lo fa mai! Per me è stata un’enorme delusione, perché continuavo ad aspettare che questa cosa diventasse importante, cosa che avrebbe aggiunto molta più dimensione alla storia. Anche le prove finali sono state un po’ una delusione: sono state superate troppo in fretta, e soprattutto la prova dell’Anima è stata molto deludente, perché a Sabrena viene detto che sarà la prova più difficile di tutte, ma in realtà la supera in quattro e quattr’otto senza uscirne minimamente scossa. Un’altra cosa che mi ha infastidito è Bleiz: era un personaggio così simpatico, e il suo tradimento alla fine sarebbe stato un fantastico colpo di scena se non fosse che non lo vediamo per l’80% del libro. All’inizio ha l’aria di essere un personaggio che diventerà preminente, e volevo davvero che Sabrena sviluppasse un legame con lui e Damara, ma questo non accade mai perché Bleiz e Damara sono sempre lontani a pattugliare da qualche parte, quindi quando scopriamo che Bleiz è un doppiogiochista, il tradimento non colpisce così profondamente come avrebbe potuto. Infine, il modo in cui Sabrena riesce a uccidere la villain alla fine è stato fin troppo facile, considerando che sta combattendo contro una donna con i poteri di una divinità! Amirah avrebbe dovuto essere in grado di sconfiggere Sabrena con un semplice pensiero, invece viene uccisa in cinque minuti perché si dimentica di controllare dove si trova l’unica spada con il potere di ucciderla.

Ovviamente ci sono state anche cose che mi sono piaciute: Il legame tra Kiran e Sabrena, le loro iniziali schermaglie, il modo in cui lei si comporta con lui quando è in forma di drago, la Eventide Rose, Kiran in generale come personaggio (anche se a volte era troppo cinnamon-roll persino per me), vedere Sabrena crescere e diventare una donna forte…

Per concludere, Daylight’s Curse è un libro che non mi ha colpito particolarmente. Tuttavia, capisco perché a molte persone possa piacere e incoraggio tutti a dargli una possibilità, anche solo per sostenere un’autrice indipendente che merita assolutamente di essere sostenuta.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notify of
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments